Chiesa Madre

I primi documenti che registrano la presenza della chiesa sul territorio di Rose risalgono al XIII – XIV. In passato alla Chiesa Matrice sono stati attribuiti altri nomi, come risulta da alcuni documenti: la Chiesa di San Lorenzo, Santa Maria dell’Orto.

Il Vescovo di Bisignano nel 1259, in un documento che censiva i luoghi di Rose dedicati al culto, scriveva della presenza della Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta. Alcuni reperti incastonati nella parete esterna sono addirittura riferibili al periodo bizantino e paleocristiano.

La chiesa Madre è a tre navate a croce latina e presenta tre cappelle votive: S. Lorenzo (patrono del Paese), Madonna del Rosario e Cappella del Purgatorio (oggi del Sacro Cuore).

Venne semidistrutta dal terremoto del 1908 che funestò l’intero territorio di Rose e ricostruita con le offerte dei fedeli nell’anno 1912 come è attestato da una lapide. I lavori interessarono maggiormente l’interno mentre il campanile è rimasto al posto originario e reca comunque segni dei diversi interventi avvenuti nel corso dei secoli. Infatti, la parte bassa ha uno stile diverso rispetto a quella sovrastante, il che ne attesta le differenti epoche di costruzione.

In essa avvenivano le sepolture dei morti attraverso una botola, la cui copertura è stata visibile fino a pochi anni fa nella cappella detta del Purgatorio (ora del Sacro Cuore). Da qui deriva il nome della terrazza sottostante alla chiesa che viene chiamata comunemente “Cimitorio”. Attraverso tale terrazzo si accede alla chiesa e al campanaro anch’esso utilizzato, prima delle leggi napoleoniche, per le sepolture.

Il campanile della Chiesa ha due grosse campane di antica fattura ed esiste ancora, anche se non più in uso per incuria, un orologio meccanico funzionante fino a pochi anni addietro. Sull’altare maggiore, faceva spicco una riproduzione su marmo dell’Ultima Cena, attualmente applicata al nuovo altare frontale. Vi erano posti anche 16 candelabri in argento massiccio improvvisamente ed inspiegabilmente spariti e cambiati con altri candelabri di comunissima latta pitturata in argento. Degna di nota, è una croce astile in lamina d’argento sbalzato e cesellato con due testine di angeli con crocifisso a tutto rilievo modellato in stile barocco in una oreficeria meridionale del 700, la quale, con un ostensorio e assieme a calici doro, pissidi auree e monili doro offerti dai fedeli, faceva parte del corredo della Chiesa.

Si narra che gli oggetti preziosi erano così in gran numero, da riempire una “sporta” (grande cesto). Ora pare siano rimasti solamente la croce e l’ostensorio, mentre tutto il resto è sparito.

La chiesa contiene alcune statue processionali: Sacro Cuore, Santa Lucia, Immacolata, Gesù Risorto, San Lorenzo, San Giuseppe, Sant’Anna, Madonna del Rosario, San Vincenzo Ferreri, tutte dei sec. XVIII-XIX.

La chiesa è stata diverse volte distrutta dai terremoti ma è stata sempre restaurata e abbellita, grazie alla pietà dei fedeli, fino al terremoto del 1980 che ha determinato un lungo periodo di chiusura della stessa.

Dopo il 1980 ha subito una serie di intervnti ripristino e restauro che sono culmintai con la riapertura al culto in modo permanente nel 2022.