Convento

Del vecchio Convento dei Riformati rimane solo la chiesa essendo il chiostro e la parte conventuale allo stato di rudere. Oggi è la chiesa parrocchiale, nota come Chiesa del Convento, ed è dedicata a San Pietro Apostolo.

Essa era parte integrante del Convento, un tempo degli Agostiniani, fondato nel 1585, e successivamente, dal 1661, passato ai Minori Riformati.

Dopo la soppressione degli ordini monastici (1811), il convento fu incamerato dallo Stato che lo rivendette al Comune assieme al terreno ad esso adiacente.

Gli acquirenti avevano il serio proposito di riconsegnarlo nuovamente ai monaci e ciò avvenne tramite ad opera del padre guardiano Francesco Moliterno.

I frati vi ritornarono e lo tennero per molti anni fino a quando il terremoto del 1905 non lo rese più abitabile.

L’interno è mononavato con cappelle laterali su un solo lato. Sopra l’atrio d’accesso è presente un bel soffitto ligneo.

Tra le opere d’arte, fa spicco una bella pala d’altare di notevoli dimensioni, su cui è effigiata l’Immacolata e, ai lati, i simboli delle laudi. In basso, i Santi Francesco di Paola e Agostino.

Nella predella sono presenti sei pannelli con episodi della vita di sant’Agostino. Il quadro è racchiuso in una cornice seicentesca, sorretta da due colonne scanalate alle cui sommità sono posti due capitelli corinzi.

Vi è inoltre un dipinto di San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate ed un busto ligneo dell’Ecce Homo, opera di artista ignoto del 700.

Anticamente, quando lunghi periodi di siccità minacciavano la perdita del raccolto, si era soliti ricorre a San Pietro in modo molto singolare. Infatti si portava la pesante statua lignea (di ilice) alta quasi due metri in una chiesa diversa dalla sua, si incatenava e gli si metteva in bocca una sarda salata.

Nel 2014, grazie al lavoro volontario di alcuni cittadini, sono stati riportati alla luce i resti dell’antico Convento e del chiostro.