Uomo di cultura, fatta di sola esperienza, di una profonda connessione con la sua terra e la sua comunità, e di un’inesauribile sete di sapere che lo ha spinto a imparare in ogni occasione, frutto di una vita vissuta intensamente, piena di osservazione e riflessione.
Maestro silenzioso, che insegnava senza volerlo, semplicemente vivendo secondo principi di onestà, rispetto e curiosità verso il mondo.
Custode della memoria storica e fotografica del nostro paese, con amore e dedizione ha preservato le radici della nostra comunità, assicurandosi che le storie, le tradizioni e le immagini del passato non andassero perdute con il fluire del tempo.
Ogni immagine che ci ha conservato è un frammento di storia: feste di paese, matrimoni, giornate di lavoro nei campi, volti segnati dalla vita e luoghi che hanno subito il passare del tempo.
Ogni scatto che ci ha lasciato in eredità è una finestra su un’epoca, una testimonianza visiva che permette di rivivere momenti preziosi del nostro passato.
È stato l’archivio vivente di Rose
Il suo lavoro non è stato solo una forma di conservazione, ma anche un atto d’amore per il suo paese con la consapevolezza che mantenere viva la memoria storica e fotografica sarebbe stato fondamentale per costruire un futuro che non avrebbe dimenticato il passato.
Il suo amore per Rose era radicato nel profondo del suo cuore, come le radici degli alberi che affondano nella terra fertile.
Sono sicura che Il suo spirito vive in ogni angolo di Rose, vive nel vento che soffia nei vicoli del suo amato centro storico e nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
La sua eredità sta nei cuori delle persone che ha toccato con la sua dedizione e il suo amore.
Spero che il suo esempio continui a ispirare le generazioni future a custodire con lo stesso amore e rispetto il paese che lui ha tanto onorato.
In ricordo di zio Mario de Rose.
di Maria Talarico

